Napolitano e Malaparte, idee per Grillo

E’ previsto, salvo nuovi impedimenti, per domani e suscita una certa curiosità, soprattutto per l’abissale differenza che separa i due interlocutori. L’incontro tra Giorgio Napolitano e Beppe Grillo non sarà forse decisivo per le sorti della politica italiana – e, nel caso, non per colpa dell’inquilino del Quirinale – ma può essere a suo modo illuminante. Dalla differenza abissale di impostazioni, di concezioni, di stile personale si è portati ad attendersi uno svolgimento dell’incontro puramente formale, senza una possibilità anche minima di contatto e di comprensione tra soggetti apparentemente privi di qualsiasi punto di contatto.
10 AGO 20
Immagine di Napolitano e Malaparte, idee per Grillo
E’ previsto, salvo nuovi impedimenti, per domani e suscita una certa curiosità, soprattutto per l’abissale differenza che separa i due interlocutori. L’incontro tra Giorgio Napolitano e Beppe Grillo non sarà forse decisivo per le sorti della politica italiana – e, nel caso, non per colpa dell’inquilino del Quirinale – ma può essere a suo modo illuminante. Dalla differenza abissale di impostazioni, di concezioni, di stile personale si è portati ad attendersi uno svolgimento dell’incontro puramente formale, senza una possibilità anche minima di contatto e di comprensione tra soggetti apparentemente privi di qualsiasi punto di contatto. Può darsi che le cose vadano così, ma non è escluso invece che nell’anziano presidente rinasca la curiosità sincera per personaggi lontanissimi dalla sua sensibilità che ha caratterizzato, per la verità, tutta la sua esperienza politica fin dalle lontane origini. E’ lo stesso Napolitano, del resto, a raccontare la sua “conoscenza singolare”, nel 1944, con Curzio Malaparte, uno scrittore dalle passioni e dalle espressioni esagerate ed esasperate quanto quelle di Napolitano erano, fin dalla giovinezza, misurate e contenute in un involucro razionale. La strana frequentazione durò mesi, con ritmo pressoché quotidiano. Malaparte comprese bene il carattere del suo interlocutore, tanto che gli regalò una copia di “Kaputt” con una dedica nella quale si riferiva alla capacità di Napolitano di non perdere la calma “neppure dinanzi all’Apocalisse”. La statura culturale di Malaparte, naturalmente, è incomparabile con quella di Grillo, e anche la sua imprevedibilità politica supera quella dell’ex comico genovese. L’autore di versi come “Spunta il sole canta il gallo / Mussolini monta a cavallo”, poi diventato un entusiasta della rivoluzione maoista, non era certo un interlocutore comodo per un giovane intellettuale comunista.
Ma il giudizio di Napolitano su quell’antico interlocutore (“il suo esibizionismo ed egocentrismo era evidente”) potrebbe benissimo attagliarsi anche a quello che incontrerà a giorni. Nonostante fossero “agli antipodi”, come dice Napolitano, quando Malaparte fu ricoverato per la malattia che lo avrebbe portato alla morte, nel 1957, il giovane deputato comunista gli rese visita, in segno di umana vicinanza. Giorgio Napolitano ha spesso dimostrato di saper cogliere come un arricchimento personale il confronto con persone di ambienti e mentalità diverse e anche opposte. Forse esprimerà la stessa curiosità nei confronti di Grillo. Chissà se il capopopolo, che già si stupì in un primo rapido incontro quando scoperse che il presidente della Repubblica era tutt’altro che una “mummia”, saprà approfittarne. Conoscere una persona è cosa ben diversa dal considerarla solo un’istituzione da contestare: un piccolo passaggio dall’astrazione giacobina alla realtà della politica che farebbe un gran bene a Grillo.